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"Suono d’Italia": a Cremona un progetto che unisce musica, identità e cultura italiana

25-09-2025 20:15

Ufficio Stampa

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"Suono d’Italia": a Cremona un progetto che unisce musica, identità e cultura italiana

"Suono d’Italia": a Cremona un progetto che unisce musica, identità e cultura italiana   Un violino unico, simbolo di eccellenza artigiana, rigore, co

 

 

"Suono d’Italia": a Cremona un progetto che unisce musica, identità e cultura italiana

 

 

Un violino unico, simbolo di eccellenza artigiana, rigore, coesione e spirito collettivo: è questo il significato profondo del progetto “Suono d’Italia”, culminato nella realizzazione di uno strumento costruito a più mani da otto maestri liutai di Confartigianato Imprese Cremona e donato alla Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri.

L’idea nasce dal colonnello Paolo Sambataro, comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona, e prende forma grazie alla collaborazione con il maestro liutaio Stefano Trabucchi, Presidente di Confartigianato Imprese Cremona, figura di spicco a livello internazionale nel panorama della liuteria. Insieme, hanno dato vita a un progetto che unisce artigianato, musica e valori condivisi tra il mondo produttivo e le istituzioni.

Una cerimonia carica di significato

La cerimonia ufficiale di consegna dello strumento si è svolta martedì 23 settembre, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona, in occasione del concerto della Banda dell’Arma, diretta dal colonnello Massimo Martinelli.
Un evento ricco di emozione, che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e rappresentanti del mondo dell’artigianato.

Presenti in sala il generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, comandante dell’Interregionale Carabinieri “Pastrengo”, e il generale di Divisione Giuseppe De Riggi, a capo della Legione Carabinieri Lombardia. Accanto a loro, una nutrita delegazione di Confartigianato, guidata dal Presidente nazionale Marco Granelli, a testimonianza dell’orgoglio condiviso da tutto il sistema confederale.

Per le istituzioni locali, presenti il sindaco Andrea Virgilio, il Presidente della Provincia Robo Mariani e il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che ha benedetto lo strumento. La serata è stata condotta dalla giornalista Eleonora Busi.

Il violino dell’unità

A portare il primo saluto è stato il colonnello Sambataro, che ha ricordato la figura dell’eroe Salvo D’Acquisto, nell’anniversario della sua scomparsa, sottolineando il valore del dovere e della giustizia.

A seguire il Presidente nazionale Marco Granelli, che ha dichiarato:

“Questo violino parla di noi, della nostra identità, delle nostre radici. È un dono che nasce dall’artigianato ma si rivolge alla collettività, alle istituzioni, al Paese intero. Racconta di coesione, disciplina e lavoro di squadra: valori che uniscono il nostro mondo e quello dell’Arma dei Carabinieri.” Granelli ha anche evidenziato come questo progetto sia la dimostrazione concreta che la cultura artigiana non è solo tradizione da custodire, ma energia viva da trasmettere, rinnovare e mettere al servizio della società e delle nuove generazioni.

Il maestro Stefano Trabucchi, nel suo intervento, ha ripercorso le tappe della realizzazione del violino, frutto di un lavoro condiviso con i colleghi liutai e con l’Arma.

“Realizzare questo violino a più mani è stata una sfida e un privilegio. È la prova concreta che quando competenze diverse si mettono insieme con spirito di servizio e rispetto, il risultato supera ogni aspettativa”, ha affermato il Presidente di Confartigianato Cremona.

Otto maestri, un solo suono

A firmare l’opera collettiva, insieme a Trabucchi, sono stati i maestri Alessandro Commendulli, Stefano Conia, Stefano Conia “il giovane”, Davide Negroni, Marco Nolli, Daniele Tonarelli e Andrea Varazzani: un esempio virtuoso di collaborazione, competenza e passione artigiana.

Il violino, salutato da un lungo applauso, è stato consegnato ufficialmente al colonnello Martinelli. A farlo risuonare per la prima volta è stata la violinista Anastasiya Petryshak, artista di fama internazionale e collaboratrice stabile del tenore Andrea Bocelli. Con eleganza e intensità, Petryshak ha accompagnato la Banda dell’Arma in un repertorio che ha spaziato da Massenet a Piazzolla, incantando il pubblico presente.

Un messaggio di bellezza e speranza

A chiudere la serata, l’auspicio espresso dal Presidente Granelli: che “Suono d’Italia” possa diventare ambasciatore di bellezza, armonia e speranza, in un tempo segnato da incertezze e tensioni, in cui il bisogno di pace e di coesione è più che mai urgente e universale.

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